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Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzo

Indirizzo: Piazza Duomo, 6, 72100 Brindisi BR
Orari:
 
 
 
domenica 09–18:45
lunedì 17–20
martedì 09–18:45
mercoledì 09–18:45
giovedì 09–18:45
venerdì 09–18:45
sabato 09–18:45

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Il Museo archeologico provinciale "Francesco Ribezzo" si trova a Brindisi, in piazza Duomo.
Il museo prende il nome dall'omonimo archeologo e glottologo illustre (1875-1952). Dispone di numerosi e ampi locali nei quali conserva vasi attici di notevole interesse e i famosi Bronzi di Punta del Serrone.

Storia
La prima sede del Museo Civico fu,a metà Ottocento,la chiesa di San Giovanni al Sepolcro,divenuta presto inadeguata.Si decise ad opera dell'Amministrazione Provinciale di recuperare gli spazi lasciati dal vecchio ospedale adiacente al duomo per destinarli a sede del museo.

Nel corso dei lavori, furono effettuati interessanti ritrovamenti nel sottosuolo. Il nuovo museo fu aperto al pubblico nel 1958 e vi confluirono, oltre alla collezione civica, le numerose antichità che affioravano nel corso degli interventi edilizi nel centro storico e nei paesi della Provincia. Nel 1992 si è arricchito dei ritrovamenti subacquei di Punta del Serrone, consistenti in belle statue bronzee in frammenti.

Struttura del Museo Esterno
Il cosiddetto portico dei cavalieri Templari funge da ingresso al Museo. Sotto il portico: trovano posto una serie di ceppi d'ancora in bronzo, sculture, stele onorarie municipali, sarcofagi ed elementi architettonici dei quali è nota la provenienza, ma non il contesto.
Piano terra - Sala Marzano

Notevoli i vasi a trozzella, tipici della regione messapica (VII-II secolo a.C.) e alcuni vasi attici, vasi italioti, vasi dello stile di Gnathia, crateri apuli a figure rosse del IV secolo a.C. con scene dionisiache.
Piano sotterraneo.

Alle pareti, numerose iscrizioni romane sia onorarie che funerarie, e alcune messapiche, greche ed ebraiche, da Brindisi e dalla provincia.
Al centro della sala, varie statue, alcune delle quali assai pregevoli benché acefale: tre torsi di statue loricate romane, con le corazze ornate dalla testa di Medusa e da Vittorie alate che incoronano un trofeo; frammento di statua muliebre in corta tunica (Diana cacciatrice); una figura femminile ammantata; statua muliebre seduta, di arte greca, e statua muliebre acefala,in stile ellenistico, di Vittoria o Musa.

I e II Piano
Dalla Preistoria ai Messapi
La sezione Preistorica raccoglie materiale archeologico che illustra i risultati di varie campagne di scavo effettuate a Brindisi e nel territorio della provincia.

Ricca collezione di vasi a trozzella messapici, con varie decorazioni geometriche e fitomorfe (generalmente del IV-III secolo); suppellettile di tombe, con vasi dello stile di Gnathia e a trozzella, da Ceglie Messapico (IV-III secolo a.C.); trozzelle e crateri dello stile di Gnathia, da Valesio; materiale vario da Egnazia, Carovigno e Oria. Da Brindisi provengono, tra l'altro belli esemplari di crateri a figure rosse; kylix attica con Satiro avanti a Menade, interpretato come Scena di ipnotismo (V secolo a.C.); cratere a campana con Atena tra Ercole e Ermes del Pittore di Ermes (IV secolo a.C.); oinochoe apula con Scena nuziale del Pittore dell'Iliupersis (IV secolo a.C.); due crateri apuli con Scene di satiri del Pittore del Tirso (fine del IV secolo a.C.). Inoltre, laminetta aurea con iscrizione greca (V secolo a.C.); aryballoi protocorinzi figurati (VII secolo a.C.) che attestano i rapporti commerciali antichissimi di questo porto con scali orientali.
Brindisi romana

Contiene statuine fittili e antefisse, di provenienza tarantina, della collezione Gorga (deposito dello Stato al Museo) e una piccola raccolta di monete greche e romane. Inoltre, sul pilastro a d. dell'ingresso, grande disco fittile di età romana con Eros su quadriga e simboli zodiacali. Su pilastrini marmorei, urne di alabastro e di marmo, bella testa di divinità femminile di età romana. Nel corridoio busto di Pan (I secolo d.C.), busto di Minerva (età adrianea), un simulacro di Ecate trimorfa e un bassorilievo con scena di sacrificio.
Bellissima statua acefala di Clodia Anthianilla, letterata brindisina (II secolo), già nel foro di Brindisi e relativa base iscritta con lungo elogio funebre della stessa.
Sculture di età imperiale, tra cui un bel frammento in marmo di età adrianea con Diana cacciatrice.

Due grandi capitelli compositi in pietra locale con teste di divinità provenienti dagli scavi di piazza Duomo (fine del I secolo a.C.). Grande mosaico pavimentale romano con la rappresentazione del Labirinto; nel quadrato centrale, la lotta tra Teseo e il Minotauro.
Sala Benita Sciarra - Archeologia subacquea

In questa sezione del Museo, dedicata all'archeologia subacquea del territorio, si trovano esposte anche numerose anfore recuperate in tempi diversi lungo il litorale brindisino, ceppi di ancore in pietra e metallo.

La scoperta dei Bronzi di Punta del Serrone si deve ad una occasionale immersione il 19 luglio del 1992, quando nello specchio d'acqua antistante Punta del Serrone, due miglia a nord dell'imboccatura del porto di Brindisi, fu rinvenuto un piede bronzeo a circa 400 metri dalla riva e a 16 metri di profondità. Già nel 1972 un altro magnifico piede di bronzo appartenente a statua di età imperiale o bizantina di dimensioni ragguardevoli era stato recuperato in quello stesso tratto di mare e consegnato al Museo.

Le prospezioni subacquee effettuate nell'agosto 1992 permisero di recuperare, in un'area di circa 300 m2, duecento frammenti bronzei di varia tipologia e dimensione che furono depositati presso il Museo provinciale di Brindisi. I materiali recuperati a Punta del Serrone, eterogenei dal punto di vista cronologico, dovevano sicuramente costituire il ricco carico di una imbarcazione affondata durante un naufragio.

Un carico di pregio artistico intrinseco, anche se appare sempre più convincente l'ipotesi che doveva essere destinato a qualche fonderia per essere utilizzato per la fusione. Non bisogna escludere che la meta fosse proprio Brindisi, citata già da Plinio per i suoi specchi bronzei (aes brundisium è forse l'etimologia medievale della parola bronzo) e nell'età sveva e angioina attivissima zecca. Il carico comunque si rivelava troppo pesante per una imbarcazione che, sorpresa nei pressi del porto di Brindisi da un improvviso fortunale, veniva trascinata all'altezza del promontorio di Punta Penne e in località Punta del Serrone perdeva parte del carico o verosimilmente, al contrario, forse nel tentativo di trovare un riparo, se ne liberava in tutto o in parte.

Sono esposti dopo lungo e laborioso restauro: una statua raffigurante Lucio Emilio Paolo, il console romano che nel 168 a.C. trionfò nella terza guerra macedonica;due teste di personaggi con barba fluente, che riprendono il tipo figurativo del filosofo, databili fra il IV e il III secolo a.C.; due teste-ritratto di personaggi maschili di età imperiale romana, l'uno appartenente alla dinastia Giulio-Claudia (primi decenni del I secolo) e l'altra che presenta forti somiglianze con l'imperatore Caracalla; due teste di personaggi femminili di III-IV secolo e una testa di bambina; un'ala pertinente ad una statua di Vittorie frammenti di panneggi.

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